My name is Anna

Credo sia davvero raro, e per questo tanto più prezioso, che una passione pervada sin dall’infanzia un essere e che essa si alimenti costantemente e si mescoli con i casi della vita, fino a far trascolorare i confini di ciò che si fa per dovere da ciò che si fa per amore.

Anna ha coltivato sin da bambina una particolare, direi eccezionale, propensione per l’estetica, per il gusto, per la ricerca dei dettagli e degli accostamenti originali e sempre raffinati...

E' sempre stato impossibile non notare il modo il modo in cui vestiva, così diverso, così “suo”… non era però il tipico atteggiamento di tutte le ragazze che “seguono” le mode e adottano uno stile. Era qualcosa di più, che se non fosse sbocciato in quello che è adesso, avrei definito scherzosamente una “malattia”.

Anna è nata al sud, in un piccolo paese del molise. La classica vita borghese e spensierata, una famiglia splendida, affetti solidi e rassicuranti, un amore che si perde nei ricordi d’infanzia, le amiche, la scuola, gli studi universitari in una città della toscana e dopo la laurea in giurisprudenza, al momento di “diventare grande”, anna sceglie di tornare nel paese in cui è nata. Per amore direi. Ma per un amore così, chiunque credo lo avrebbe fatto.

E torna con delle parole impresse nel cuore, a darle la certezza di non doversi sentire stretta in quella piccola realtà:

“...un piede dentro ed uno fuori...” le parole di suo padre, ma più di quelle, l’esempio. Gli orizzonti sono quelli che vede il nostro spirito, non quelli materiali. L’anima ha bisogno di aria, di respiro, di sognare a perdita d’occhio...e questo può avvenire ovunque.

Non ho mai pensato che anna sarebbe stata felice nell’intraprendere una professione legata ai suoi studi, ma nello stesso tempo so che per rompere le consuetudini e cambiare prospettive occorre una motivazione fortissima e un altrettanto intenso coraggio. Lei lo ha avuto, e per me è stata una vittoria della passione sulle convenzioni, una scommessa che era una vertigine.

Anna ha iniziato a creare materialmente quello che dentro di sé era già perfettamente compiuto...con l’entusiasmo di una bambina che gioca e la competenza di una donna che domina la materia.

Del sud c’è la preziosità dei tessuti, la loro purezza, i colori, la tradizione dei tagli sartoriali gli abiti, senza tempo e mai “di moda” che hanno una raffinatezza semplice, risultato di una ricerca e di uno studio in cui in realtà niente è lasciato al caso…e dove il risultato finale nasce dalla sinergia delle idee di anna e la preziosa partecipazione della sua “squadra”. Tutte donne giovanissime ma con grande esperienza, tutte del molise, tutte entusiaste di vivere questa emozionante avventura.

“Il teatro” che anna ha magistralmente allestito per far danzare le sue creazioni e quanto di bello le piace ogni volta ospitare, ha qualcosa di evocativo, come di magico, ci si potrebbe trovare in qualsiasi posto del mondo, tanto è il suo respiro...In quella casa liberty dei primi del ‘900, riaperta dopo il terribile terremoto del 31 ottobre 2002, la grazia degli abiti si mostra tra lo scintillio di tutto quel bianco, nascosta tra mobili ed oggetti dal fascino incantevole, diversi per epoca e provenienza, mirabilmente accostati tra loro, in cui anna crea ambientazioni sempre nuove.

Lei è certa, come lo sono anch’io, che in quelle stanze aleggia lo spirito di una donna, che amava molto gli abiti e che ha vissuto con meraviglia ed entusiasmo ogni giorno della sua vita. Forse è anche per questo che quando si entra nello studio di anna, ci si sente pervasi da un senso incantevole di allegria.